Foglianise
Nel cuore dell’antico Sannio, immerso nell’incantevole paesaggio del Parco regionale del Taburno-Camposauro, a pochi chilometri dal comune di Benevento, si trova Foglianise. Suggestivo paese al centro della Valle Vitulanese, è situato a circa 350 metri sul livello del mare alle pendici del monte Caruso comunemente detto “San Michele”.

Veduta aerea
Foglianise conta una popolazione di circa 3600 abitanti e confina con i comuni di Vitulano, Castelpoto e Torrecuso; nella zona bassa il paese è delimitato dal torrente Jenga, affluente del fiume Calore. Morfologicamente il territorio si presenta prevalentemente collinare con un clima mite: condizioni privilegiate per la coltivazione di vigneti e uliveti che regalano frutti di ottima qualità. L’abitato è composto dagli antichi casali “Palazzo”, “Barassano”, “Leschito”, “Golini”, “Posto”, “Sirignano”, “Cautani”, “Oliveto” e “Foglianise” che ha dato il nome al paese, e da una parte moderna che si sviluppa nell’area pianeggiante del “Prato” e dalle contrade di “Utile”, “Cienzi”, “Iannilli”, “G. Viglione” con, più a valle, i caseggiati della “Palmenta”.
STORIA
Il toponimo “Foglianise” risale ad epoca romana; ne è testimonianza un’epigrafe latina, probabilmente del III sec d.C., dedicato alla dea Fortuna che qui assumeva il titolo di Folianensis perché venerata nel territorio appartenuto a Folius, patrizio romano. Il territorio, comunque, fu abitato fin dalla preistoria: lo dimostrano reperti del Neolitico, quali ceramiche e oggetti in ossidiana ritrovati nella località “La Palmenta”. L’attuale abitato è di origine pre-romanica, forse di epoca sannita, periodo in cui tale zona era interessata soprattutto da forme di pastorizia. Nel 369, un forte terremoto, distrusse, radendo al suolo, Foglianise così come quasi tutti i paesi del sannio.

- Foto storica
Nel 570, con l’invasione dei longobardi, il territorio di Foglianise fu annesso al distretto di Tocco, il più importante centro della zona, anche sede vescovile. Al periodo Longobardo risale anche l’eremo dell’arcangelo S. Michele che i Longobardi ritenevano affine al dio Odino. Nei tempi successivi venne invasa dalle truppe di Carlo d’Angiò e Manfredi di Svevia, i quali intorno al 1200 sembrano essersi dati battaglia proprio in questo territorio “l’ossa del corpo mio sarieno ancora in co del ponte presso a Benevento, sotto la guardia de la grave mora” (Dante Alighieri, Purgatorio, Canto III, vv. 127-129).
Nel 1417 Foglianensis venne nominato casale di Tocco, mentre a seguito del terremoto del 1456, decaduta la città di Tocco, il paese venne menzionato come casa del Vallo di Vitulano. Nel 1806 Giuseppe Bonaparte abolì il feudalesimo, e Foglianese, così denominato fino a qualche tempo fa, divenne uno dei dieci comuni del circondario di Vitulano. Il comune, nel 1861, venne annoverato nella provincia di Benevento, e successivamente venne aggregato al circondario di Benevento ed al mandamento di Vitulano.
COSA VISITARE
Vico Rienzi - Centro storico
Il paese si presenta diviso in una parte moderna, che si sviluppa nell’area pianeggiante del Prato; in una storica, costituita dagli antichi casali, ai piedi delle pendici del monte Caruso, e in una di campagna che si estende ad est. Foglianise è una cittadina ospitale, né troppo grande, né troppo piccola, in cui fare due passi alla scoperta del folklore e delle tradizioni locali. Essa é inserita in un contesto naturale ed incantevole ricco di testimonianze storico-artistiche. Non mancano le chiese, espressione di una fede che nel corso dei secoli si è servita dell’arte come unico canale di evangelizzazione. Tra le più importanti: la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, antico convento, il cui campanile è uno dei simboli di Foglianise; la Chiesa del SS. Corpo di Cristo e Sant’Anna, che ospita al suo interno un’interessante biblioteca contenente più di 2000 libri; e ancora la Chiesa Parrocchiale di San Ciriaco, che deve il suo nome al patrono di Foglianise. La tradizione vuole che la chiesa sia stata edificata sui resti del tempio della dea Fortuna. Altri luoghi di culto sono: la Cappella di San Rocco, la Chiesa di San Nicola del casale di Foglianise, la Cappella di San Nicola dei Sauchelli, la Chiesa di Maria SS. di Montevergine nella Contrada G. Viglione, la Cappella Privata di Mons. Francesco Pedicini, La Chiesa di Maria SS. delle Grazie, la Cappella Privata di Mons. Gioacchino Pedicini. Chi visita Foglianise, non può non apprezzare la Basilica della SS. Annunziata e di Sant’Antonio fondata da San Bernardino da Siena nel 1440, meta di turisti e fedeli legati al culto di Sant’Antonio da Padova. Suggestivi sono anche gli antichi casali: con le loro stradine strette e tortuose, gli antichi portali in pietra, le ripide ma graziose scalette, arricchiscono artisticamente la parte storica del paese rappresentando un vero e proprio “museo all’aperto”. Tra questi il Casale Foglianese, Sirignano, Oliveto, Posto, Cautani, Leschito e i Casali Palazzo e Barassano che per il loro valore storico-artistico hanno fatto da scenario nel film “Il Natale Rubato” di Pino Tordiglione, e nella fiction sull’infanzia di San Pio da Pietrelcina “Il bambino di Pietrelcina” del regista Sergio Pacelli.
ESCURSIONI
Chi visita Foglianise, non può non addentrarsi nell’incantevole paesaggio offerto dal monastero di Santa Maria in Gruptis, e dall’eremo di San Michele, immersi in uno scenario che lega la natura alle leggende e tradizioni di questi luoghi. Il monastero di Santa Maria in Gruptis è situato alla sommità di uno strapiombo, detto “funno”, tra la montagna di Vitulano e Solopaca. Fondato dai principi longobardi, tra il 940 e il 944, fu dedicato alla Madonna ed eretto su una serie di grotte carsiche; da qui il toponimo di Madonna delle Grotte.

Santa Maria in Gruptis
Il mistero che avvolge il monastero, è dovuto a racconti di draghi, streghe e sette sataniche. Attualmente si possono ammirare solo alcuni ruderi, tra cui la torre, resti dell’antica chiesa e alcune grotte. Caratteristico e particolare è lo stretto sentiero in pietra, che consente di raggiungere solo a piedi il monastero. L’eremo di San Michele si erige invece sul Monte Caruso. I Longobardi, che lo fondarono intorno all’XI sec. vollero dedicare l’eremo all’Arcangelo Michele, in quanto aveva per loro caratteristiche simili a Odino, dio della guerra. L’eremo, al pari del monastero, fu edificato su grotte carsiche con presenza d’acqua; in particolare, nella grotta superiore fu costruita la chiesa con l’altare dedicato a San Michele, mentre nella grotta inferiore, furono costruite le celle per gli eremiti. Il culto del Santo è molto sentito nella Valle. Ogni anno infatti, l’8 Maggio, si effettua un pellegrinaggio verso l’eremo per venerare il Santo, a cui sono attribuiti diversi miracoli. A metà del percorso in salita verso l’eremo, si trova un enorme masso detto in dialetto “ ‘u Tulariello” (perchè somigliante ad un telaio), che i fedeli nel loro pellegrinaggio, baciano, per ringraziare San Michele, di averlo fermato con la sua spada, salvando dunque l’antico abitato di Foglianise. Meta fondamentale, è ancora l’escursione nei verdi sentieri e campi del Parco Regionale del Taburno-Camposauro, a cui Foglianise appartiene. L’escursione offre la possibilità di ammirare immensi boschi di faggeti e castagneti, nonché varie specie di animali selvatici tra cui il cinghiale, e il volo maestoso del gheppio e della poiana.